02 – Aliseo: Lettera I, Eskir di Ponente, Quarto giorno del decimo mese


Rena,

c’è chi nello scegliere la propria meta si affida ai calcoli della mente. Chi al suono dei passi. Non ho mai dubitato che tu ti saresti affidata alle mani. Alle tue, macchiate di colore già dalla prima volta che hai messo piede a Eskir. E ora a quelle di mastra De Kat. Non ho mai avuto modo di visitare il suo mulino, ma i suoi pigmenti mi hanno servito bene in passato. Non sei lì per trattenerti, quindi non ti metterò questa lettera alle calcagna perché tu possa porgere i miei omaggi. Preferisco invitarti a riflettere: per quello c’è sempre tempo. O non ce n’è mai, immagino dipenda dall’indole del destinatario.

Per quale ragione dedichiamo al Tempio dei Vetri infranti le nostre ore di veglia, ma torniamo a Eskir per la notte? Il viaggio in carrozza fino alla Foresta dei Sussurri non è rapido, né il sentiero fino alle rovine agevole. Sprechiamo tutto questo tempo per rispetto.Non parlo della rispettabilità tanto cara ai cittadini di Eskir. Io come te sono cresciuto forestiero e un piccolo furto, come lo hai chiamato, non mi scandalizza. Mi riferisco al timore e alla passione che un luogo pieno di significato ispira. Se noi crediamo che queste rovine siano un Tempio, allora non possiamo farne il nostro albergo. O il nostro laboratorio, come farebbe il Consorzio d’Alabastro in nome della logistica. O il tuo mercato, come hai fatto portando via l’usignolo senza pensare. E senza capire.

Lascia che ti mostri qualcosa.

Vedi quella piccola casetta per uccelli? Ce n’è più d’una nelle ville di campagna, tra il confine meridionale di Eskir e la Foresta dei Sussurri. Dioctis e Lonora hanno parlato con i proprietari: alcuni ricordano di averne rimossa una, ma nessuno di aver appeso la propria. Sono più antiche. Ne abbiamo potuto vedere una da vicino e, dietro alla facciata di semplice legno, era foderata di vetro. Che siano coeve al Tempio? È presto per dirlo, ma mi hanno fatto ripensare all’usignolo. Potrebbe essere la scintilla di una teoria.Mi scrivi che la tua speranza è quella di vedere quel piccolo uccello di vetro volare un giorno: stimi che il movimento sia il principale sintomo della vita?

Ti auguro di afferrare presto la risposta. Che sia di nuovo con le nude mani oppure no, sta a te.

Aliseo

P.s. Ti preoccupi per Dioctis, ma a essere invaghita degli azzurri è Lonora. Sotto la passerella che portava alla sua casa, mi ha chiesto dell’usignolo. Le ho detto che lo sto restaurando. Senza portarlo lontano dal Tempio, secondo i patti. Così entrambi abbiamo confermato i pregiudizi della buona gente di Eskir in merito agli stranieri, bugiardi e svelti di mano. Dopo tutti questi anni ad abbinare con cura i colori di sciarpa e pastrano, basta ancora un istante per tornare a essere un pastore di Ostro. Che sollievo!

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